Le sfide dei campioni: in un libro le storie dei grandi dello sport

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Le sfide dei campioni: in un libro le storie dei grandi dello sport

Da sin. Francesco Vergari, Giada De Blank, Pasquale De Maio e Francesca Calissoni

Da sin. Francesco Vergari, Giada De Blank, Pasquale De Maio e Francesca Calissoni

La tenuta Calissoni Bulgari ha ospitato la presentazione del libro “Le sfide dei campioni. Emozionanti imprese tra i grandi dello sport” di Federico Vergari, un viaggio tra le storie dei campioni noti e meno noti, edito da Tunuè. A moderare gli interventi Giovanni Di Giorgi. «Lo sport è un linguaggio con cui si possono raccontare tante cose», ha spiegato lo scrittore illustrando i personaggi raccontati nel libro, da Nino Benvenuti a Francesco Moser e Giuseppe Saronni, fino a Valentino Rossi, Luca Pancalli, Valentina Vezzali. C’è anche Valerio Catoia, l’atleta speciale che nel 2017 salvò la vita a una ragazza che stava annegando nel mare di Sabaudia. In 16 righe viene descritto “un eroe con un difetto di fabbrica”.

«Il vero risultato di un atleta non è di diventare campione, ma di migliorarsi – ha aggiunto Pasquale De Maio, presidente del Consiglio comunale di Aprilia –. Gli altri messaggi che dovrebbe rappresentare sono il valore della salute e i sani principi. Le società si sostituiscono spesso a quelle che sono le istituzioni, educando i giovani allo spirito di gruppo, alla difficoltà, alla rinuncia.

È fondamentale insegnare i valori dello sport». Silvia Iacovacci, dirigente della Asl di Latina ha sottolineato come «un terzo della popolazione apriliana è sedentaria. Quasi il 50%è in sovrappeso o obeso. Dobbiamo educare i ragazzi a una maggiore consapevolezza dell’importanza dello sport».

Tra gli interventi, anche Giada De Blank nella sua veste di dirigente della Giovolley, che ha ricordato come nei periodi difficili della sua vita lo sport l’abbia aiutata. Claudio Malfatti, presidente della Giovolley, ha parlato dell’emozione della promozione in serie A2 lo scorso 9 aprile, mentre il direttore soprtivo Tonino Federici ha fatto un accenno all’abbandono sportivo, spesso causato da strutture non adeguate e a istruttori poco “educatori”. «Gli educatori rappresentano un punto di riferimento per i ragazzi». Infine la padrona di casa, Francesca Calissoni, che ha illustrato il lavoro fatto per aprire le porte della tenuta alla città di Aprilia e nello stempo per mantenere integro un territorio rimasto fermo nel tempo.